Larsen
Live visual mapping

I KFX avevano gia collaborato con Davide Iodice per le riprese di alcuni suoi video in passato, mentre la collaborazione per realizzare il live dell'album "Larsen" e' iniziata nell'estate 2013.

Il lavoro è consistito nella creazione dei visual-mapping di ogni singolo pezzo studiati appositamente sulla scenografia creata precedentemente. Tale scenografia, molto ingegnosa, è stata creata da Giulia Zucca. Si trattava di una parete curva divisa a scacchiera, alternativamente rivestita di specchi e spazi aperti. Sul retro era montato un telo appositamente costruito su cui venivano proiettati i visual in retroproiezione, visibili frontalmente attraverso gli scomparti aperti. I contenuti sono stati creati da KFX lab in team con il regista e il musicista.

Lo spettacolo ha debuttato nel novembre 2013 presso il Teatro Vittoria a Torino e poi portato in tour in tutta l'italia nei mesi successivi. In questo caso i KFX lab hanno eseguito la performance live per la prima in teatro, registrandola, per poi riproporla durante le restanti date del tour grazie a un sistema per le proiezioni in sincrono.

In questa pagina sono riportati alcune foto del live.

Di seguito è riportato parte dell'articolo scritto per Mescalina.it:

"Appena mi sono trovato davanti al disco di Davide Iodice sono rimasto piacevolmente colpito dal cartonato elegante e delicato allo stesso tempo, che mi ha spinto ad aprire la confezione e c`è voluto ben poco per capire che progetto originale è Larsen. Aprendo il booklet è possibile notare una serie di fogli bianchi che Iodice invita a riempire e spedire per intraprendere tra autore e ascoltatore una corrispondenza volta a mescolare i ruoli di volta in volta. Con questo biglietto da visita è ancora più grande l`attenzione che può essere rivolta alla musica, e infatti, messa da parte la piacevole sorpresa, metto su il disco con la curiosità tipica dei bambini alla Vigilia di Natale.

Una volta premuto play mi trovo spaesato, un po` come Alice che cade nella tana del coniglio: ci si ritrova immersi in un mare di elettronica che sembra venuta fuori direttamente dalla fine degli anni `70 e pieni anni `80. Sicuramente lo zampino di Depeche Mode e Kraftwerk è molto netto e lascia un solco che purtroppo viene un po` oscurato dalla pronuncia inglese non sempre molto precisa. Così dopo Wasting My Time e Rock Set arriva l`italiano ed una voce lirica femminile in Credere e Ti cercherò. Scorrendo i brani di questo disco, si può notare anche la presenza dell`ultimo Battiato, soprattutto quello di Inneres Auge e Dieci Stratagemmi: Delirica ne è l`esempio più chiaro.

Terminato il disco e riascoltato più volte, si può dire che la splendida idea della collaborazione tra ascoltatore e autore di cui si parlava a principio non trova sempre una corrispondenza nella musica di Iodice. Alcuni momenti musicali, seppur fedeli alle strutture pop e quindi non noiosi, sembrano fin troppo forzati e finiscono con l`appesantire l`orecchio di chi ascolta. A volte la semplicità è la cosa più difficile da raggiungere, ma certamente è la strada giusta: con la speranza che le riserve che si possono avere su questo lavoro diventino applausi per il prossimo, non resta che augurare a Iodice le migliori sensazioni per affrontar questo cammino."

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