L'Alba di Morrigan
Allestimento live show

La collaborazione con gli Alba di Morrigan è iniziata nell’inverno 2012 grazie alla conoscenza di Andrea Zuffo (KFX) con Hugo Ballisai, chitarrista e frontman della band. I componenti del gruppo cercavano persone che potessero dedicarsi alle luci durante i live ma gia da subito la ricerca e il lavoro si sono orientati sulla progettazione di visual realizzati per ogni brano dell’album.

Il debutto dello show con l’integrazione dei visual è avvenuto allo Hunited Club, storico locale Torinese per la musica rock. Per questo evento i KFX hanno preparato dei visual da proiettare durante l'esecuzione dei brani prendendo spunto da film, disegni, quadri, grafiche e effetti, il tutto eseguito e montato dal vivo in sync con la musica. L'impatto scenico è stato apprezzato ed ha avuto molto successo, tanto che lo show è stato ripetuto più volte in diversi locali. Successivamente si sono aggiunti elementi di video-mapping, come nel caso della piramide allestita per lo spettacolo tenutosi nella comunità di Damanhur.

Oltre all'allestimento live, i KFX hanno collaborato al video "The Essence Remains" dove hanno studiato, creato e proiettato le scenografie e gli effetti. In questo caso il video, carico di simbologie e significati esoterici, descrive il passaggio dalla vita all'oltre-vita.

Di seguito è riportato parte dell'articolo scritto per RockLine nel 2012:

"Dev’esserci qualcosa, nell’aria di Torino, che infonde sensazioni profonde e malinconiche mentre si attraversano i suoi portici e le sue vie solenni, o si osservano le foglie gialle dell’autunno confondersi con il colore di palazzi e monumenti. Non mi meraviglierei che una città affascinante come questa possa ispirare anche la musica delle numerose band che vi risiedono e che ne traggono giovamento per le proprie opere. Il fatto che, in Italia, fosse Roma ad attirare il maggior numero di gruppi dediti ad un gothic metal estremamente intimista e melanconico (e, su tutti, penso ai Klimt 1918, ai The Foreshadowing e soprattutto ai fenomenali Novembre) non ha impedito che fosse proprio la ex capitale dell’800 la culla di una nuova promessa per questo sempre più interessante filone musicale tipicamente italiano.

L’Alba Di Morrigan, infatti, è una realtà tutta torinese che aveva già mostrato le unghie nel 2009 con l’album “The Circle” (che a suo tempo ascoltai e di cui mi innamorai al primo ascolto). Non abbastanza, evidentemente, dal momento che i tre ragazzi hanno deciso di ri-registrare il vecchio demo aggiornandolo, ri-arrangiandolo e rendendolo degno dell’attenzione di un’etichetta non da poco come la My Kingdom Music come il loro primo esordio ufficiale vero e proprio.

I brani sembrano seguire un filo conduttore che li lega attraverso le emozioni iniettate nelle vene dell’ascoltatore. Quando inizia “Snowstorm”, tutto si placa, il basso disegna linee nell’aria che si sposano con una chitarra delicata e una voce sommessa, che sembra introdurci nell’antro di un mondo decadente. Presto però si rintraccia anche la variabilità delle strutture e un approccio che non scade mai nell’autolesionismo del gothic metal ma, al contrario, rimane sempre ancorato alla dinamicità di un rock visionario e ispirato. Arpeggi, assoli, cambi di tempo e melodie suadenti che non annoiano mai e inducono piuttosto a riascoltarle con piacere.

Lo stesso discorso vale per tutte le canzoni qui presenti, con una “The Fairies’ Circle” grintosa ed estremamente emozionante nelle sue divagazioni post-rock, o una “Silence” che avvolge i sensi e se ne impossessa, rilassando le membra, la testa ed il cuore. La successiva “Lilith”, isola felice con il suo testo in italiano, si avvicina maggiormente alla drammaticità dei Novembre, mentre la coppia “Holy Mountain” Parte 1 e 2 scatenano tutto l’estro creativo del combo: basso pulsante e chitarre variegate, in un rock intenso ed estremamente coinvolgente che spinge più volte a ripremere il tasto play per riascoltare determinati passaggi e certe melodie che meritano particolarmente.

“24 Megaton” preme sul pedale dell’acceleratore senza aggiungere molto a quanto ascoltato in precedenza, mentre “Equilibrium” placa i sensi in una suite di sensazioni soffici da trip mentale che si sposano ad un post metal intenso e decadente. Con la conclusiva “The Essence Remains”, i tempi rallentano e si dilatano, regalando momenti di musica intimista e melodie che mi hanno ricordato molto da vicino i migliori Katatonia.

Si chiude così un vero e proprio viaggio, avvolgente e delicato, che sembra quasi riassumere quello che è l’approccio italiano alla materia gothic metal di terra scandinava. Tutto questo, però, senza dimenticare un concetto importante: la forza di questi ragazzi sta anche nel non avere una sola ma più fonti di ispirazione che si completano, ed è un piacere osservare come l’amore per la band di Jonas Renkse possa unirsi a tonalità post-rock o a sonorità che ricordano da vicino il post metal autunnale dei Callisto… Un dettaglio non da poco per chi è affamato di questo tipo di sound e apprezza tanto “Viva Emptiness” e “Tonight’s Decision” quando “Providence” e “Noir”."

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